A

acronimo usato come sost. femm. dall’Associazione Nazionale dei Manager del Sociale e del Socio-sanitario, organizzazione che si occupa dell’aspetto manageriale all’interno dei servizi socio-sanitari e assistenziali rivolti alla persona.

AOU

acronimo usato come sost. femm. di A(zienda) O(spedaliera) U(niversitaria). Particolare struttura ospedaliera pubblica che svolge una funzione non solo di assistenza sanitaria e di ricovero, ma anche di didattica universitaria.
loc. sost. masch. Modello sanitario che considera la salute umana, quella animale e quella ambientale come un unico insieme. Il termine “One-Health” in italiano può essere tradotto con “una sola salute”, “un’unica salute”.
sost. femm. Corrispondenza tra intervento sanitario e bisogno del singolo paziente o della collettività, caratterizzata da modalità e tempistiche adeguate e da un bilancio positivo tra benefici, rischi e costi.
acronimo usato come sost. femm. di A(ssociazione) R(icreativa) e C(ulturale) I(taliana), anche aggettivo riferito a circolo. Associazione culturale e di promozione sociale che si batte per diritti fondamentali, quali la pace, la libertà, l’uguaglianza ecc.
loc. sost. femm. pl. Zone territoriali della Regione Toscana individuate dall’ ARS composte dalla parte di popolazione più anziana e quindi più fragile. In queste zone l’indice di vecchiaia è il doppio rispetto alla media regionale e la speranza di vita è più bassa, specialmente negli uomini.

ARS

acronimo usato come sost. femm. di A(genzia) R(egionale) di S(anità). Ente tecnico della Regione Toscana che offre attività di consulenza e di ricerca alle organizzazioni e alle istituzioni che operano nel sistema socio-sanitario.

ASA

acronimo usato come sost. masch. di A(usiliario) S(ocio) A(ssistenziale) (femm. A(usiliaria) S(ocia) A(ssistenziale)). Figura professionale che fornisce assistenza a persone fragili durante la loro quotidianità.
loc. sost. masch. Pratica che consiste nell’ascoltare con molta attenzione i propri interlocutori (nel caso della sanità i pazienti) per instaurare con loro un rapporto di comprensione più profondo.
loc. sost. femm. Servizio di cura e assistenza dedicato a individui non autosufficienti che si svolge presso la loro abitazione. A seconda della condizione socio-sanitaria dell’assistito, si distinguono due tipi di assistenza: l’ADP e l’ADI.
sost. masch. Pratica, vista negativamente, in cui rientrano tutti i provvedimenti forniti da enti pubblici a persone bisognose d’aiuto, che però non risolve la loro situazione gravando inutilmente sui bilanci.
loc. sost. masch. Evento caratterizzato da un improvviso senso di paura e angoscia che può durare per molti minuti. I sintomi possono essere sia fisici che cognitivi, come tachicardia, tremori, sensazione di soffocamento e dolore al petto.
verbo trans. Coinvolgere la cittadinanza a intraprendere un percorso di informazione e sensibilizzazione riguardo a tematiche socio-sanitarie.
loc. sost. masch. (femm. attivatrice di comunità). Figura professionale capace di intraprendere un percorso di sensibilizzazione in materia di salute e benessere della comunità coinvolgendo le persone del territorio.
acronimo usato come sost. femm. di A(zienda) U(nità) S(anitaria) L(ocale), si può trovare anche ASL, acronimo di A(zienda) S(anitaria) L(ocale). Ente pubblico che si occupa di offrire i servizi sanitari in uno specifico territorio.
sost. masch. Anche detto auto-miglioramento (in inglese self-help). Metodo per migliorare le proprie condizioni fisiche e mentali. Si svolge prettamente tramite gruppi di supporto.
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