R

sost. masch. Comunicazione di protesta solitamente formale, messa per iscritto o espressa a voce, nei confronti del disservizio di un’azienda socio-sanitaria. Richiede, da parte di questa, una risposta al cittadino che l’ha sottoscritta fornendo i propri dati.
loc. sost. masch. Processo di supporto per far rientrare all’interno della società (a livello lavorativo, scolastico, sanitario) un individuo che per motivi e difficoltà varie, comprese quelle di natura sanitaria, era stato allontanato o si era allontanato dalla comunità.
sost. femm. Obbligo (a cui è di norma sottoposto il personale sanitario) del lavoratore di essere a disposizione, fuori dal regolare orario di lavoro, per un’eventuale prestazione lavorativa.
sost. femm. Capacità di gestire situazioni di avversità tramite l’adozione di un atteggiamento positivo. In ambito socio-sanitario include anche la flessibilità e la disponibilità da parte del sistema sanitario o di altri enti a mettere a disposizione risorse e servizi a sostegno dei cittadini.
loc. sost. femm. Modello di integrazione tra le varie figure e strutture socio-sanitarie che collaborano continuamente nella costruzione di percorsi clinici e assistenziali efficaci e di alta qualità.
loc. sost. femm. plur. rete clinica relativa a un percorso clinico-assistenziale specifico. In Toscana sono attuate la “Rete regionale Ictus”, la “Rete regionale emergenza cardiologica”, la “Rete regionale Trauma maggiore” e la “Rete regionale Emergenze intraospedaliere”.
sost. femm. Processo di rieducazione alla normale attività di chi abbia subito un trauma fisico o psichico. Si parla di r. di iniziativa, estensiva, individuale e di gruppo.
sost. femm. 1. Applicazione rapida di trattamenti e assistenza medica per consentire la ripresa delle funzioni vitali di un paziente grave 2. Anche sala in cui avviene la r.
sost. masch. Somministrazione di una sostanza (solitamente vaccino) che serve a rafforzare lo stato di immunità già acquisito precedentemente con una dose della stessa sostanza.
sost. masch. Liberazione del principio attivo del farmaco. Spesso si parla di r. prolungato, ossia l'azione del farmaco è dilungata nel tempo.
loc. sost. femm. (h, pronunciato acca, sta per “ore”, dall’ingl. hours). Ristrutturazione dell’orario di lavoro dei medici di famiglia e dei medici di continuità assistenziale a sedici ore lavorative giornaliere (dalle 8 della mattina a mezzanotte) per cinque giorni a settimana.
sost. masch. In ambito medico, condizione o evento potenziale, intrinseco o estrinseco al processo di cura o di intervento socio-sanitario, che può modificarne l’esito atteso, con un danno del paziente o della collettività | misura del rischio, valutazione statistica del rapporto tra il fenomeno osservato e le diversi variabili, o fattori di rischio | valutazione del rischio, processo per analizzare e misurare, mediante un approccio multidisciplinare, la probabilità che si verifichi un evento negativo, e il conseguente livello di capacità da parte dell’azienda sanitaria di controllare e gestire il problema.
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