Ormai ti conosciamo, mascherina!

Che cos’è la mascherina?

Introduciamo la nuova parola del mese prendendo in prestito la locuzione italiana ti conosco, mascherina!, detto solitamente ‘a persona che si conosce e di cui si scopre il gioco’ (Zingarelli 2022), circolante già nell’Ottocento (è registrata nel Dizionario della lingua italiana di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini) e divenuta nota presso il grande pubblico grazie al film Ti conosco, mascherina! di Eduardo De Filippo del 1943 (ricordiamo brevemente che la locuzione è stata anche il titolo di un programma televisivo andato in onda nel 1955, di un album del 1990 della celebre cantante Mina e, nel 2020, di un libro per bambini di Ilaria Capua). Trattiamo, qui, ovviamente, di una mascherina diversa, ossia del “dispositivo di protezione individuale che si indossa per non diffondere agenti patogeni nell’aria” (definizione tratta dal Glossario), con cui abbiamo imparato a familiarizzare dallo scoppio della pandemia di COVID-19 (e a cui fa riferimento alche il libro di Capua). Ricordiamo che prima dell’arrivo del coronavirus questa mascherina era già presente, seppur limitata ad alcuni ambienti e indossata soltanto da alcune categorie di persone: la mascherina sanitaria, ad esempio, era principalmente utilizzata dagli operatori sanitari in ambienti sterili (così come ora); la mascherina antismog, invece, portata da alcune persone che abitano o lavorano in zone particolarmente inquinate per non respirare le polveri sottili.

Da dove deriva la parola, che ha, a sua volta, derivati?

Il termine mascherina è un diminutivo di maschera, che alcuni dizionari fanno derivare da una voce preindoeuropea masca ‘fuliggine, fantasma nero’ (Vocabolario Treccani). Nel corso del tempo il diminutivo mascherina si è lessicalizzato, ossia ha assunto un significato ben distinto rispetto a quello della base. Questo processo è abbastanza comune in italiano: pensiamo a fioretto ‘buona azione’, ‘tipo di arma bianca’ e a fiorino ‘nome dell’antica moneta fiorentina’, entrambi derivanti da fiore. Così, a partire dal significato di ‘piccola maschera’ (che si spiega col fatto che copre solo una parte del volto), mascherina ha sviluppato una serie di significati specifici, tra cui quello proprio dell’ambito medico-sanitario di cui trattiamo qui.

L’ampia diffusione di mascherina in tal senso in questi anni di pandemia spiega la nascita di alcuni derivati che costituiscono dei neologismi: i verbi mascherinare e mascherinarsi, cioè ‘indossare la mascherina’ (leggi l’articolo del Corriere della Sera), e l’aggettivo mascherinato ‘che indossa la mascherina’ (leggi l’articolo della Nuova Sardegna).

Tra ordinanze e tipologie…

L’uso della mascherina in spazi aperti o al chiuso è rigidamente regolamentato dall’inizio dello stato di emergenza nazionale. L’ultima ordinanza dell’8 febbraio 2022 del Ministero della Salute (leggi qui) ha decretato infatti a partire dall’11 febbraio l’obbligo di indossare le mascherine (nell’ordinanza si parla di ‘dispositivi di protezione delle vie respiratorie’) soltanto nei luoghi al chiuso, diversi dalle proprie abitazioni (è comunque raccomandato, seppur non vi è scritto, di indossarle se ci si trova con persone non conviventi); all’aperto, invece, è obbligatorio avere la mascherina con sé, ma non indossarla. Nell’articolo 1 si legge, inoltre, che sono esentati dall’utilizzo della mascherina i bambini sotto ai sei anni d’età, le persone con patologie o disabilità incompatibili con tale uso e tutti coloro che stanno svolgendo un’attività sportiva. Tale ordinanza conferma alcune disposizioni emanate dal decreto-legge del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2021, che a proposito di mascherina decretava “l’obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2 in occasione di spettacoli aperti al pubblico che si svolgono all’aperto e al chiuso in teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo (e altri locali assimilati) e per gli eventi e le competizioni sportivi che si svolgono al chiuso o all’aperto […]. L’obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2 sui tutti i mezzi di trasporto” (leggi qui).

Le mascherine oggi in circolazione sono sostanzialmente di due tipologie: la prima è quella definita chirurgica (detta anche mascherina medica, mascherina facciale per uso medico, mascherina igienica), che protegge soprattutto gli altri (si parla di capacità filtrante verso l’esterno) in quanto blocca la fuoriuscita delle goccioline di saliva (o droplet) di chi la indossa; la seconda, la FFP2, sigla che sta per Filtering Face Piece, cioè ‘maschera filtrante’, e il cui numero (2) indica il grado di protezione (da 1 a 3), ha una durata di circa 7-8 ore e un potere filtrante più forte rispetto a quella chirurgica, proteggendo non solo gli altri ma anche chi la indossa.

 

Kevin De Vecchis

 

crediti immagine: Dennis Rochel

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Bibliografia

Ilaria Capua, Ti conosco mascherina, Milano, La coccinella, 2020.

Daniela Pietrini, La lingua infetta. L’italiano della pandemia, Roma, Treccani, 2021.

Nicolò Tommaseo – Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, I-IV in 8 tomi, Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1861-1874.

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