La prescrizione sociale è un mezzo che, basandosi sulle prove scientifiche relative all’impatto dei fattori socioeconomici sulla salute e sull’ipotesi che affrontare i determinanti sociali sia cruciale per migliorare gli esiti di salute, permette ai professionisti sanitari di ricorrere a servizi e risorse non cliniche della comunità a vantaggio del ben-essere dei pazienti, riaffermando la centralità del modello biopsicosociale.
Nel 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un documento per l’attuazione di un programma di “prescrizione sociale” (A toolkit on how to implement social prescribing) con l’obiettivo di offrire una guida pratica a organizzazioni, decisori e singoli professionisti[1].
Due anni più tardi, al fine di favorire la diffusione di questo tipo di esperienze anche nel nostro paese, il documento è stato tradotto da Istituto Superiore di Sanità (ISS), Cultural Welfare Center (CCW) e DoRS Regione Piemonte, in collaborazione con il Centro BACH-Università di Chieti e Pescara, il Centro per la Salute del Bambino e la Fondazione Medicina a Misura di Donna[2].
Questa attività non ha prodotto un manuale teorico quanto piuttosto una guida pratica, uno strumento facilmente fruibile nella quotidianità del lavoro, che individua sette fasi chiave (analisi del contesto, individuazione del gruppo di riferimento, definizione del piano di lavoro, mappatura delle risorse, coinvolgimento dei professionisti, formazione, monitoraggio e valutazione), corredate da esempi pratici e strumenti operativi mutuati da esperienze concrete[3].
Ma cosa si intende con “prescrizione sociale”?
L’idea di fondo è che affrontare i determinanti sociali sia cruciale per migliorare gli esiti di salute e il benessere delle persone. Fattori come istruzione, reddito e condizioni abitative influenzano infatti i comportamenti sanitari e, di conseguenza, hanno un forte impatto sulla salute. A partire dalle evidenze scientifiche emerse, è quindi maturata la necessità di trovare un nuovo equilibrio nella pratica clinica (bilanciando il modello biomedico e quello biopsicosociale), favorendo un approccio più personalizzato alle cure.
Il focus è rivolto, in particolare, ai soggetti che richiedono un supporto emotivo e sociale superiore a quello offerto dall’assistenza sanitaria tradizionale, come avviene nel caso di persone con patologie croniche, disturbi mentali, vulnerabilità connesse con l’isolamento sociale, l’età o la condizione economica. Ma questa logica può essere estesa anche ad altri target, come il sostegno alla genitorialità o la promozione dello sviluppo infantile, che in un quadro di denatalità e inverno demografico diventeranno sempre più rilevanti.
In questa prospettiva, il contributo della Comunità (come indicato nella “Carta della Promozione della Salute” dell’OMS), che si realizza attraverso il sostegno alle attività fisiche o artistiche, l’inserimento in reti di relazioni (ad esempio, attraverso il volontariato e la partecipazione) o l’utilizzo di risorse per il supporto abitativo o economico, può diventare determinante.
Alcune esperienze concrete
Nonostante sia un concetto relativamente nuovo, la prescrizione sociale è una pratica già in uso in diversi Paesi europei ed extraeuropei, in particolare nel Regno Unito dove a livello locale è una realtà ben consolidata.
Anche nel nostro Paese sono stati avviati numerosi percorsi pilota: il progetto internazionale Music and Motherhood[4], ad esempio, promosso dall’Ufficio della Regione europea dell’OMS è giunto alla seconda edizione[5]; il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025 ha sostenuto la realizzazione di azioni per l’attivazione e il monitoraggio di gruppi di cammino e di attività fisiche e motorie; il Piano della Cronicità, ha previsto percorsi di salute diagnostico-assistenziali per pazienti con patologie croniche; mentre le Case delle Comunità, in dialogo con le amministrazioni comunali e il terzo settore, accompagnano i cittadini e i pazienti in percorsi organizzati di prescrizione sociale, valorizzando le relazioni di prossimità del territorio in cui abitano.
L’esperienza della Toscana
Anche la Toscana partecipa a questa trasformazione con due esperienze rilevanti: la rete di MTA[6] (“Musei Toscana per l’Alzheimer”) e il progetto “Leggere: Forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza[7]”.
Il primo progetto propone programmi dedicati alle persone affette da demenza e ai loro caregiver, individuando il museo come istituzione culturale inclusiva. Nei musei vengono quindi promossi incontri attivi con il patrimonio artistico, promossi da educatori museali e professionisti con competenze in ambito geriatrico e di cura delle demenze, in collaborazione con il settore sociosanitario, ma senza fini terapeutici. In questa prospettiva, la demenza non viene vissuta solo come una malattia, ma piuttosto come una condizione che coinvolge il paziente ma anche chi lo accompagna e sostiene in questa sfida.
Il percorso “Leggere: Forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza” si sviluppa invece in tutte le scuole della Regione, a partire dai nidi d’infanzia e ha lo scopo di favorire il successo dei percorsi scolastici e di vita dei bambini e dei ragazzi grazie agli effetti che la pratica della lettura ad alta voce produce. Tra questi lo sviluppo delle funzioni cognitive, la capacità di riconoscere le emozioni (proprie e altrui), la crescita delle abilità relazionali, del numero di parole conosciute e dell’autonomia di pensiero, la costruzione della propria identità. A tal proposito, per sostenere il progetto tra i docenti e gli educatori, è stato sviluppato un vademecum che rappresenta una guida per tutte le attività[8].
La pandemia ha messo in evidenza la fragilità dei sistemi sanitari e ha prodotto un aumento delle disuguaglianze. È in questo contesto che i progetti e le sperimentazioni dei “prescrizione sociale” si configurano come una duplice strategia: da un lato, come forma di supporto alla capacità dei servizi sanitari di dare risposta a bisogni complessi e, dall’altro, come forma di contrasto a nuove e crescenti diseguaglianze.
[1] https://www.who.int/publications/i/item/9789290619765
[2] https://www.epicentro.iss.it/politiche_sanitarie/oms-toolkit-social-prescribing
[3] https://www.epicentro.iss.it/politiche_sanitarie/pdf/prescrizione_sociale_ITA_GENNAIO_24_LAST.pdf
[4] https://www.epicentro.iss.it/materno/depressione-post-partum-progetto-music-and-motherhood
[5] https://www.epicentro.iss.it/materno/music-and-motherhood-seconda-edizione
[6] https://www.museitoscanialzheimer.org/
[7] https://www.regione.toscana.it/scuola/speciali/leggereforte
[8] https://leggereforte.indire.it/pluginfile.php/6894/block_lambdacb/content/Vademecum%20LF.pdf?time=1759851261651
di Marco Betti – Federsanità ANCI Toscana
[Foto di Una Laurencic su Pexels]


